giovedì 20 dicembre 2012

Chiudo gli occhi e mi sveglio stanco: sapessi che sforzo dover cacciare un sogno.

[G.C.]
un posto chiuso. lontano da facce voci rumori persone.
magari si potessero chiudere fuori anche i pensieri ricorrenti ,
di quelli che ti rincorrono e ti aggrediscono lasciandoti senza fiato.
non esiste una cabina stagna, non esiste un bunker antiatomico in grado di fare questo.
giorno o notte, al buio o con le luci, la sostanza non cambia.
neanche un momento di estrema solitudine,
di congelamento delle sensazioni delle emozioni.
le ho sempre pagate care le mie emozioni
e me ne son guardato bene dal farle fuoriuscire dal guscio di apatia,
di freddezza e di ironia.
perchè sapevo che c'era tutto un mondo li dentro. il mio mondo.
avere insicurezze porta a questo, a chiudersi in se stessi
e non aprire la porta ,
mai,
neanche quando c'è qualcosa di bello fuori che ci sta aspettando.
non aprirla neanche quando si sa che ci sta crollando addosso tutta la casa,
che sta cadendo a pezzi.
e quel che mi sta cadendo addosso, sono massi enormi,
che portano ricordi attimi di vita dedicati
con la più estrema sincerità e gentilezza.
e nonostante questa grazia e leggiadria, fanno male.
sentirsi in balia delle onde
senza remi senza vela, completamente persi.
cercando di invocare quelle stelle
che possano indicare la posizione, ma c'è tempesta questa notte.
e la direzione non è possibile vederla
girarsi e rigirarsi nel letto.sogni su sogni
di cui non se ne ha memoria ma con un
denominatore comune, unico. ad ogni frame
ad ogni pezzo di sogno l'unica cosa di cui
si ricorda è il tuo viso , la tua immagine.
la stessa cosa anche di giorno e cosi via
per ogni giornata che passa, per ogni ora che passa.
avere un unico pensiero un unica immagine
e cercare di non perderla mai di vista.

mercoledì 19 dicembre 2012

Come una nave
senza vento e senza onde
che si lascia cullare dal movimento del mare
al buio di notte
e con una fitta nebbia
non si vede nulla all'orizzonte
vado cosi
cosciente che da qualche parte arriverò
ma al tempo stesso cosciente che
non avrò la più pallida idea del dove

lunedì 17 dicembre 2012

i maya

ventuno dodici duemiladodici ...i maya avrebbero
previsto la fine del mondo

sarebbe una magra consolazione se cosi fosse,
per lo meno ci sarebbe una motivazione geologica
astrologica morfologica

ma poi se mi fermo a pensare
nonostante il mio essere perennemente
con la testa in mezzo alle nuvole
coi pensieri
coi sogni ricorrenti
non credo sia possibile una cosa del genere

percui non avverrà nulla di quello che è stato detto
percui dal quel giorno stesso
si ripeteranno le stesse cose
si ripeteranno le attività con la stessa cadenza

il caffè sarà sempre preso in tazzina
rigorosamente con zucchero di canna
il thè sarà sempre preso dopo 5 minuti dalla cottura
ponendo la bustina al mio gusto preferito
direttamente nella teiera
il venerdi di ogni settimana dovrò sempre
inviare il rapportino settimanale
delle ore perse dentro 4 mura a fare un lavoro
di cui non me ne può fregare di meno

e se invece avessero avuto ragione i maya?
se proprio ci avessero preso?!
non parlo di catastrofi, di apocalisse,
di draghi che escono dai vulcani e che sputino
fuoco dalle loro fauci per uccidere qualsiasi forma vivente
tantomeno parlo di un epidemia che coinvolga tutta
l'umanità

forse si tratterebbe di un terremoto
che coinvolga un unica persona

che coinvolga me stesso
un terremoto che faccia in modo di destabilizzarmi
togliere quelle sicurezze e che mi faccia capire
quanta inutilità ci fosse nella mia vita
togliere il superfluo
e farmi rendere conto di quello che non era invece
per niente scontato

un terremoto nell'epicentro del mio cuore che
ha provocato un esplosione mai avuta
mai percepita e che è aimè
irrimediabile

è irrimediabile per me e per chi mi conosceva
in un certo modo

cambiare e cambiare
mutare e mutare

sto cambiando pelle
la pelle del bambino
sta facendo posto a quella dell'uomo
e sto togliendo spazio
a chi non ritengo degno
di toccarla , assaporarla

sto vagliando le mie prospettive
ideali e sogni
ma con la dura realtà di interprete primario

i maya forse avevano ragione

la fine del mondo è avvenuta
il mondo della delicatezza
e dei sentimenti sinceri
è stato spazzato via

l'orologio

se mi ci fermo a pensare ne esco matto.

se avessi una tela o una matita in mano ora
il disegno verrebbe fuori dalla mia immaginazione
in un istante

un grandissimo orologio in pietra , enorme
una scultura di marmo
con dei bei numeri romani a segnare le ore e i secondi

una lancetta enorme che segna con cadenza perfetta e minuziosa
tutti i secondi della giornata e quella più implacabile
la lancetta delle ore

io sotto a questo immenso ticchettio con il naso all'insu
ad osservare il tempo che passa e a ricordarne quello passato

pochi giorni poche ore pochi secondi e poi l'orologio esploderà
colpendo me e tutto quello che sono stato
tutto quello in cui ho creduto
e tutto quello che avrei voluto fare

non cederò di un passo mi farò colpire senza bisogno di scappare
affrontando la paura
affrontando il dolore

perchè avrò bisogno di sopportare quel dolore
avrò bisogno di vedere come quell'orologio si distruggerà

avrò bisogno di vedere come sarà l'orizzonte
con me li sotto
con il naso all'insu
ferito dai detriti

a guardare con le lacrime agli occhi
in direzione di qualcosa che non c'è più
osservando il lento movimento delle nuvole fuori dalla finestra ...sembra un movimento impercettibile eppure si muovono, si spostano ,oscurando da una parte il sole ,da un altra invece portando lacrime sul terreno e invece ancora da altre parti le nuvole sono appena andate via , portando cosi il sorriso e la luce. cosi mi immagino questo momento, sicuramente ed energicamente ci credo che le nuvole ora siano nere e ferme sopra la mia testa. sono consapevole che prima o poi arriverà il vento, sono consapevole che tempesta dovrà ancora abbattersi su di me, che di lacrime da lassu ne debbano ancora cader tante ma poi tutto questo si sposterà e il risultato sarà un paesaggio bagnato, scombussolato dissestato ma pur sempre un paesaggio che ha resistito alle intemperie. Mi chiedo se tra tutte quelle lacrime non ci poteva essere un altro modo, magari meno devastante, di modificare le cose invece di inondarlo

domenica 16 dicembre 2012

sta finendo il 2012 portando via un anno intero di insoddisfazioni di insicurezze di seghe mentali principalmente . un vaffanculo per ogni secondo di questo inutile anno non basterebbe per sfogare tutto quanto. non basterebbe una foto un ricordo per alleviare il dolore , seppur che li si, vi era un sorriso ed occhi felici sinceri. non basterebbe una lettera un libro o una chitarra per migliorare il mio stato d'animo. non basterebbe farsi trascinare dalla folla, da persone che sai bene che sono di passaggio nella tua vita, farsi portare fuori a divertirsi, perchè in fin dei conti il divertimento non si può avere forzandolo. la spontaneità rende tutto più delizioso. un po come una ricetta senza l'ingrediente base, se non c'è quello puoi aver preparato tutto alla perfezione ma poi il risultato non è quello giusto, quello che ti aspettavi. ti resta soltanto l'amaro in bocca perchè volevi cosi fortemente una cosa, volevi cosi fortemente assaggiare quella pietanza, ci hai messo tanto del tuo per cucinarla , sacrificio tempo dedizione e poi... va tutto a puttane per un singolo ingrediente. cosi lo vedo questo 2012, un anno che doveva essere un anno non sabbatico ma decisivo. allora un vaffanculo all'economia un vaffanculo alle guerre un vaffanculo al nano di merda un vaffanculo agli amici che si scordano di esserlo un vaffanculo a noi stessi che non siamo in grado di badare a noi e non siamo in grado di agevolarci. ma dopo tanto sfogo, dopo tanti cristi tirati giu... cosa rimane se non l'amaro in bocca di un qualcosa che si voleva con tanta forza e non ci è riuscito di avere
L’incontro di due personalità è come il contatto di due sostanze chimiche: se c’è una reazione, entrambi si trasformano.

[C. G. J.]
fa rabbia vedere che c'è gente che non si interessa delle cose che ama che se ne fotte di tutto e una seconda possibilità gli è sempre concessa
la voglia di festeggiare è direttamente proporzionale alla vicinanza emotiva delle persone a cui teniamo...praticamente un natale di merda

sabato 15 dicembre 2012

vorrei poterti donare in questo istante un sorriso che sia in grado di rompere ogni barriera e che arrivi dritto dritto al cuore tuo, per dirti quanto è grande il bene che ho per te e quanto sia stato fortunato a incontrare nella mia vita una persona come te. Un sorriso senza inutili parole . E nei momenti importanti della mia vita il sorriso che avrò sarà anche per te, perchè sei e sarai sempre un grande e dolce elemento nella sacca della mia vita
Tempo verrà
in cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell’altro,
e dirà: Siedi qui. Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero, che era il tuo Io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato
per tutta la tua vita, che hai ignorato
per un altro e che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d’amore,
le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. E’ festa: la tua vita è in tavola.


[D.W.]

riflessioni

ed è proprio nei momenti più difficili che ti rendi conto di quanto si è di facili smarrimenti.l'uomo ha in se la forza nel vivere e il potere di sminuirsi di distruggersi. rendersi conto di quanto l'infelicità possa bloccare la vita di un uomo , quanti secondi minuti ore giorni settimane mesi anni abbiamo perso , abbiamo reciso la nostra vita di quei momenti in più. vedere immagini di guerra, di stragi di persone innocenti, che avevano solo il diritto di poter vivere una vita anche loro. la morte di bambini, che non hanno avuto il tempo di arrivare a conoscere la bellezza degli anni della scuola, dei primi viaggi con gli amici del primo amore, il vivere l'amore immenso di un genitore. come può essere possibile questo, come possiamo mettere i bastoni tra le ruote alle vite delle persone, come si può decidere chi ha o chi non ha il diritto di vivere. e come possiamo noi, far del male alle persone, specialmente a quelle più care a quelle che hanno donato un momento della loro vita. come possiamo essere cosi cinici ed egoisti, pensando che tutto ci sia dovuto e che solo noi viviamo una vita. come si può non capire che siamo fatti di momenti, che il nostro crescere è esclusivamente un insieme finito di attimi e che quando finiremo il nostro percorso, ciò che faremo al momento del nostro ultimo respiro, sarà un flash di quegli attimi che abbiamo vissuto. sarà il nostro film, la nostra storia, la nostra vita. trovo rabbia ma anche pena per il film che vivranno coloro che nella loro pellicola, troveranno solo sofferenze provocate e niente più . attimi dove non vi sarà un momento di apertura verso il prossimo, non vi sarà lo scoprire di quanto è meraviglioso aprirsi agli altri e scoprire che non si è soli. che ognuno ha il suo obiettivo che ognuno ha una sacca che si porta dietro durante tutta la vita, dove ci mette le esperienze vissute. per questo voglio credere che ci sia sempre la soluzione, per questo voglio credere che si debba vivere e vivere alla grande. credo che le persone debbano essere conosciute dentro, credo che si debba fare di tutto perchè si riesca a donare una parte di se alle persone, perchè il gesto che si fa oggi certamente ci verrà restituito. voglio credere che ci sia sempre il bisogno di vivere e durante il vivere il nostro viaggio, si debba fare conoscenza con tutto ciò che affrontiamo, dai posti in cui abitiamo alle persone che incontriamo, dalle difficoltà ai momenti felici. voglio credere che si, anche le difficoltà e i momenti bui vadano messi nella sacca, ma che questi siano sempre positivi. perchè la vita è perennemente in evoluzione, il contesto è perennemente in evoluzione, le persone stesse sono sempre in evoluzione. ma questo non vuol dire che abbiamo il pretesto per fare del male, perchè proprio per il fatto che sappiamo che evolviamo e che tutto intorno a noi si evolve, dobbiamo credere che c'è e ci sarà sempre una possibilità , che ci faccia pensare che sarebbe meglio, doveroso, evitare di portare dolore ad un altra persona . di qualunque dolore si stia parlando. credo in me e alla persona che sono e che voglio diventare. amo il mio vivere la vita e il mio pensare e la mia immaginazione.perchè ho tanti sogni,e sono consapevole che tanti rimarrano tali. cosi come sono consapevole che ho i miei difetti e le mie difficoltà, di approccio alle situazioni e di approccio alle persone talvolta. ma so che dentro me, ho voglia di donare tutto me stesso, perchè ho anche voglia di ricevere dalle persone. trovo che la condivisione sia l'essenza della vita, sia il nostro significato. condividere una gentilezza con uno sconosciuto, affrontare una discussione con persone in contesti particolari, dividere un pezzo di pizza con un amico, guardare un film o cucinare insieme con le persone più care o anche soltanto con dei conoscenti. prendere in prestito attimi di vita alle persone, scambiare opinioni, accomodanti o meno, ma che tutto possa far accrescere la consapevolezza di quanto è grande la sacca che ci portiamo dietro e di quanto abbia bisogno di sapere. sapere più cose possibili su quello che stiamo affrontando, sapere più cose possibili su ciò che esiste. guardare il mappamondo è una cosa che ho sempre adorato. lo trovo stupefacente e mi ci perdo ad osservarlo. rimarrei a fissarlo per ore. e al tempo stesso mi intristisce, perchè l'essere consapevoli che non basterebbe una vita per conoscere quanto è grande, per conoscere un paesaggio in un preciso istante della giornata che magari adora una persona nell'altro emisfero per esempio, e che questa persona non me lo possa descrivere cosi come lo vede. non poter vedere la bellezza incontrastata della natura in tutte le sue forme, e non poter conoscere stili di vita , pensieri diversi ,culture diverse ma soprattutto persone diverse . e non poter portare dentro il mio film le loro conoscenze mi dispiace. per questo ho sempre adorato guardare le cartine, mi sono sempre adattato con poco tempo alle strade e a ciò che c'era intorno. e per questo cerco , e non sempre mi riesce, di aprirmi alle persone e di donargli una parte di me, la mia migliore magari perchè sento il bisogno di farlo. e non chiedo nulla in cambio se non un momento della loro vita. soltanto che mi trasmettano il loro modo di essere e la loro conoscenza della vita e come pensano di godere di questo dono. è triste pensare a come le persone si lascino e si perdano , si odino , quando invece potrebbero scambiarsi fiducia, affetto, sensazioni ed emozioni. sono convinto che tutti ci possano insegnare qualcosa , anche le persone meno affini o quelle meno disposte a condividere. e io mi ritroverò o per lo meno ci proverò, a ricevere quello che mi spetta e a dare quello che spetta loro.
dispiace non poter vivere un ultimo momento felice prima del commiato

venerdì 14 dicembre 2012

Sei diventato matto cercando di soddisfare le aspettative di tutti. E non ci sei riuscito. Nessuno è contento. Sei perso, esaurito, e nessuno è contento. La felicità è un’arte che va imparata. Non ha nulla a che vedere con ciò che fai o non fai. Invece di cercare di soddisfare gli altri, impara l’arte della felicità.

giovedì 13 dicembre 2012

Con la corona di paura e il mio diamante di sogni e frantumi di ciondoli
e ipotesi appese per cercare il vento rapidi sbuffi di treni in salita
la sorpresa di gocce di pioggia che cadono fiocco di neve

[M.G.]
tenere sotto scacco l'onda emotiva è difficile quanto portare un macigno che pesa troppo. Grande è il peso delle emozioni che cerchiamo di trattenere,grande è il peso dei rimpianti che ci accompagnano ogni giorno. E noi, con tutto questo peso, ogni giorno ci sentiamo sempre più deboli e insofferenti. Ma sorvoliamo, sappiamo che queste ferite ci provocheranno dolore e cicatrici profonde che ci segneranno per sempre.



Ho detto tanto e fatto poco nella mia vita
ma sui sentimenti non ho mai mentito
quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è alcun dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato.

[Haruki Murakami]

mercoledì 12 dicembre 2012

...e quanto importi nella vita non già di essere forti ma di sentirsi forti, di essersi misurati almeno una volta, di essersi trovati almeno una volta nella condizione umana più antica, soli davanti alla pietra cieca e sorda senza altri aiuti che le proprie mani e la propria testa